Frammenti di vita in Africa



CARISSIMO PEZZO DI SAPONE
 
proprio non avrei pensato che tu potessi dare così tanta gioia ad una persona.
Pasi, un ragazzo un po’ ebete, di un villaggio che dista 2 km da Markounda, viene spesso a farci visita alla Missione. È animato da “tanta buona volontà” ed è sempre disposto a darti una mano, ma… bisogna stargli dietro, perché i suoi “interventi” possono produrre piccoli (o grandi!) pasticci se non c’è qualcuno che lavora con lui.
 
È normale che dopo una mattinata trascorsa con noi si fermi a mangiare qualcosa ed è normale che ogni tanto riceva in dono un paio di pantaloni, una maglietta, un paio di sandali… È altrettanto normale che lui indossi la maglietta al rovescio e al contrario, che leghi i pantaloni con una liana anche se gli sono di misura e che porti le scarpe sotto braccio o che infili la destra al posto della sinistra e viceversa e che poi facilmente si lasci portar via queste cose da qualche mascalzone che approfitta della sua incapacità di difendersi.
 
Suo padre è morto e la madre è cieca per la filaria: tutto ciò forse spiega il nome che gli è stato dato dalla gente e cioè “Pasi” che significa “Dolore”. Eppure, “nonostante tutto” (la sua situazione personale, familiare, ecc. ecc.), Pasi sorride volentieri e, anche se ti risponde sempre con un unico verso (= simile quasi a un grugnito) sia che tu gli chieda una cosa, sia che tu gli chieda l’opposto, Pasi un giorno ha saputo far partecipe della sua gioia un amico di passaggio qui alla Missione. Probabilmente sentendosi a suo agio con Riccardo, che lo aveva coinvolto molte volte in tanti lavoretti, gli si è avvicinato e con il solito verso, ma con un sorriso tutto speciale, gli ha fatto vedere che in tasca aveva un tesoro e cioè te: un pezzo di sapone.
 
Guardando da lontano questa scena mi è venuto spontaneo toccarmi in tasca, rendermi conto che avevo varie cose (le chiavi del dispensario, il rosario, il fazzoletto, una biro, qualche franco, lo stetoscopio), ma non la stessa capacità di goderne.
 
Pasi, da oggi ti chiamerò NGIA, che significa GIOIA. 
 
Grazie!

                                                   Suor Petra