Frammenti di vita in Africa


 
CARISSIMO FRATELLO BICCHIERE DI THE
 
ti devo la vita! Beh, forse, un po’ esagero, però mi sentivo veramente crollare l’altro giorno dopo aver fatto dei va e vieni dalle sette del mattino fino a mezzogiorno sotto un sole che si faceva via via sempre più feroce.
 
Maitikoulu è un villaggio più piccolo di Markounda, ma situato anch’esso molto vicino al confine con il Ciad per cui facilmente vengono al nuovo dispensario molti ammalati “stranieri”. Le varie lingue e i vari dialetti s’intersecano in un carosello a volte da capogiro: spesso sono necessari più interpreti per capire da quanti giorni Alladoum ha la diarrea o per quanti giorni Hasce ha preso la clorochina.
Se Markounda è “lontana”, Maitikoulu  è ancor “più lontano” e così se ti capita di aver dimenticato qualcosa o di aver bisogno di qualcos’altro a cui non avevi pensato, puoi… semplicemente farne a meno.
 
L’altro giorno mi sono resa conto di non avere più dello zucchero e, via via che le ore passavano, sentivo i sintomi della ipoglicemia arrivare.
Qualche “arabo” (come definiscono qui i mussulmani che vengono dal Ciad) ha visto che stavo per cadere per terra, e in una lingua a me sconosciuta, ha parlato a sua moglie che stava accovacciata accanto al fuoco armeggiando con un vecchio pentolino carbonizzato. Nel giro di pochi minuti mi sei stato presentato in un bicchiere che aveva visto “mille battaglie”, ma di vero cuore ho accettato di berti: eri bollente e molto scuro. Ti ho sorseggiato: eri zuccheratissimo.
Poco per volta mi sono sentita meglio e sollevando lo sguardo ho incrociato il sorriso soddisfatto di quell’uomo con il volto tatuato come un guerriero. Anche la sua donna sorrideva compiaciuta da dietro il leggerissimo velo che le copriva il volto: anche per me, come per loro, che vanno per chilometri e chilometri dietro alla mandria di zebù, ti sei dimostrato un “fratello potente” capace di ridare forza ed energia.
 
Grazie!

                            Sr Petra