Frammenti di vita in Africa


 
CARISSIMO SACCO DI CEMENTO
 
        quanto vorrei essere come te! Ti osservo: non sei altro che un sacco di polvere alla fin fine, ma con che potenza! Ti basta unirti a un po’ di acqua e sabbia, due altri elementi semplicissimi, per riuscire a fare meraviglie: con te si costruiscono case, ponti, chiese, palazzi, fontane, torri, scuole, ospedali… Qui da noi, nel villaggio delle termiti, dove abitualmente la gente costruisce le abitazioni con il fango, il tuo arrivo (raro, per altro) fa fiorire sorrisi anche sul volto degli uomini più anziani e provati. La cosa molto bella è vedere come sei prezioso non solo nel “contenuto”, ma anche nell’ ”involucro”: anche il tuo sacco vuoto è richiestissimo qui! I bambini ti vogliono per foderare i loro quaderni di scuola, le mamme per fare piccoli cartocci in cui mettere al mercato le arachidi o il sale o lo zucchero da vendere e gli uomini ti cercano per potersi fare una sigaretta con il tabacco coltivato dietro casa.
 
Papà Elie, l’unico muratore “vero” di Markounda, quando viene chiamato a fare qualche lavoro con il cemento (qualcuno per esempio riesce a comprarti per fare una specie di pavimento nella sua capanna: sul cemento i serpenti stentano a muoversi e poi sicuramente un pavimento di cemento è più igienico che non in terra battuta soprattutto quando piove e l’acqua filtra in casa) ti impasta, direi con … affetto. Conosce il tuo valore e forse per questo pare usare la cazzuola come una mano che accarezza.
Certo che se non ti si usa diventi un tipo veramente “duro” e a lungo andare inutilizzabile. Temi anche l’umidità e, se dovendo stare per qualche mese in un magazzino non troppo “climatizzato”, non poggi su un umilissimo asse di legno rischi veramente di diventare come un sasso e tutta la tua potenzialità è persa: anche tu hai bisogno di “altri” per essere e fare ciò che sei e puoi.
 
Beh, ti ringrazio per la lezione che mi dai senza parlare e grazie perché mi richiami alla mente in modo nuovo le parole che aprono per noi cattolici la quaresima: ”Ricordati che sei polvere…” Sì, sono polvere, ma, per grazia, polvere di cemento capace cioè di edificare se accetto di sciogliermi nell’acqua, di mescolarmi con la sabbia e di lasciarmi impastare dalla cazzuola accarezzevole di “qualche” papà Elie.
  Grazie!
 

                                                                        Sr Petra