Arte & Liturgia


 
NATIVITÀ
 
 
Gérard de Sait-Jean (1490)
 
Accogliere il Natale come un mistero pieno di luce: ecco a cosa ci invita quest’opera del pittore fiammingo Gérard de Saint-Jean, tutta silenzio e raccoglimento. Il bambino Gesù è rappresentato nudo, senza panni o paglia per riscaldarlo. Perso nella mangiatoia sembra ancora più piccolo e vulnerabile. E tuttavia è da lui che emana la luce che rischiara e riscalda la notte. E’ Lui l’unica fonte di luce di tutto il quadro, mentre l’angelo che porta l’annuncio ai pastori e che si nota in secondo piano, sembra una torcia accesa nel cielo buio.
Che sproporzione tra la discrezione della scena e le sue ripercussioni. Il Bambino è nulla ed è tutto. Per prenderne consapevolezza guardiamo i testimoni del mistero: ciascuno lo accoglie in modo diverso, ciascuno prega come sa. I pastori che vengono risvegliati, esprimono il loro stupore di fronte all’ inaudito annuncio.  Il bue, collocato di fronte alla mangiatoia sembra immerso in una ruminazione contemplativa. Gli angeli oscillano tra la gravità del momento e l’ammirazione. Maria è la prima ad essere illuminata dal mistero del suo Figlio e sembra non esistere che per lui. Il suo viso puro e impassibile, il suo corpo inclinato ci dicono l’oblio di sé e l’abbandono. Essa è pura accettazione. Infine Giuseppe, ritirato nell’ombra non osa neppure avvicinarsi al mistero. Con la mano sul petto sembra dire. “Signore io non sono degno”. Egli è tutta umiltà.
 
Gesù, di fronte alla Tua venuta, lasciami stupire, ammirare, adorare.
Crea in me un cuore capace di accoglierti.