Arte & Liturgia


 
LA PRESENTAZIONE AL TEMPIO
 
Simon Vouet, 1590-1649 – La presentazione al tempio
 
La messa in scena è grandiosa e conduce il nostro sguardo tra la folla che si scarta per permettere a una giovane donna di affidare il suo bambino a un vegliardo che lo prende con precauzione. Seguendo le alte colonne scopriamo due angeli che dominano la scena e srotolano una scritta che contiene le prime parole del cantico di Simeone: “Nunc dimittis servum tuum”. Giuseppe tiene una piccola gabbia con due tortore, l’offerta dei poveri che sostituisce l’agnello prescritto, che il pittore ha rappresentato tutto nero a sinistra sui gradini. Il bambino è sull’asse centrale del dipinto, e la nostra attenzione su di lui è richiamata anche dalla luce che lo avvolge, anche se il suo volto è nascosto. Questo bambino è presentato al Signore, ma sono le persone umane a riconoscerlo e lo manifestano: il vecchio Simeone che canta che i suoi occhi hanno visto la salvezza di Dio ma anche Anna la profetessa che si vede in basso a destra, che si mette a celebrare Dio.
Il Bambino è messo al centro, e il pittore ha scelto di mettere in risalto anche Maria. Egli mette il suo volto all’intersezione delle due diagonali, quella che parte da Giuseppe e scende verso il basso e quella che segue le teste di Anna e Simeone per raggiungere la luce che viene dall’alto a sinistra. Quest’ultima diagonale forma con gli angeli un angolo acuto che si apre verso la destra e il portico. Una costruzione sapiente, che ci dice come la festa della Presentazione fosse all’epoca una festa mariana e popolare, la candelora, collocata 40 giorni dopo Natale.