Momenti di Preghiera


 
UN'EPIGRAFE D'ERBA
 
Adriana Zarri, nata a San Lazzaro di Savena, il 26 aprile 1919  e morta a Crotte di Strambino, l’8 novembre 2010 è stata una giornalista e una teologa tante volte controcorrente. Adriana è stata anche una scrittrice, ma le parole più belle e struggenti, le ha riservate per la sua epigrafe, che in realtà sono un inno alla vita: “Lasciate solo la terra che scriva, a primavera, un’epigrafe d’erba. E  dirà  che ho vissuto e che attendo”.
 
Non mi vestite di nero: è triste e funebre.
Non mi vestite di bianco: è superbo e retorico.
Vestitemi a  fiori gialli e rossi e  con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c’è una corona.
Forse ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdi
e  sulla croce, la tua resurrezione.
E sulla tomba, non mi mettete marmo freddo
con sopra le solite bugie che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra che scriva, a primavera,
un’epigrafe d’erba.
E  dirà  che ho vissuto e che attendo.
E  scriverà il mio nome e il tuo,
uniti come due bocche di papaveri.
 
(Adriana Zarri)