Arte & Liturgia


 
ESAÙ VENDE LA SUA PRIMOGENITURA
 
Jansz Ter Brugghen, ou Terbrugghen (1588 -  1629)
 

La lampada è veramente al centro della tela ed è a partire da essa che si struttura la scena. Dalle ombre che essa produce si definiscono due piani; quello dei due giovani e quello della vecchia donna che si dirige verso un anziano che si percepisce appena sulla destra. La luce rischiara l’espressione dei tre volti, e il gioco delle mani dei due che stanno discutendo e che sono Giacobbe ed Esaù. Sono gemelli pertanto si assomigliano tantissimo, ma Esaù è il primogenito ed è lui che ha diritto alla benedizione di Isacco, il vecchio padre a cui Rebecca sta portando il cibo. Mentre i genitori sono sullo sfondo i fratelli sono in primo piano, ma il cibo gioca un ruolo determinante per la sua posizione centrale. A sinistra Rebecca porta un piatto al marito e Giacobbe tende una scodella di lenticchie al fratello. A destra Esaù ed Isacco ricevono queste pietanze stanno per essere ingannati. Giacobbe porge ad Esaù affamato il piatto di lenticchie e riceve la promessa che gli verrà ceduto il diritto del primogenitura; la donna sfama il marito e organizza la messa in scena che permetterà a Giacobbe di carpire al padre Isacco la benedizione dovuta ad Esaù. Il pittore oppone l’acutezza degli sguardi degli uni, da una parte, e l’ingenuità e l’accecamento degli altri- Due gruppi che sono fondati sulla preferenza accordata in precedenza, poiché: “Isacco amava Esaù, e Rebecca amava Giacobbe” (Genesi 25,28). Fedele alla tradizione olandese il pittore non dimentica di mettere al centro una natura morta: la testa d’aglio e il trancio di limone erano considerati protettivi contro gli spiriti ingannatori; il coltello taglia una questione delicata e la luce di Dio che presiede alla scena rischiara le intenzioni di ciascuno, lasciando a noi ogni libertà di interpretazione.