Arte & Liturgia


 
REBECCA AL POZZO
 
Giovanni Battista Piazzetta  (1740)
 
Un uomo alto, ben vestito, tiene in mano un collier di perle e le offre ad una giovane donna. Una banale scena di seduzione? Tutto sembra contrastare tra i due personaggi. Lui è un uomo maturo, lei una donna giovane; lui ha uno sguardo deciso, la parola convincente, mentre lei è timida, indietreggia, e il suo sguardo sorpreso rivela tutta la sua innocenza. Le masse di colore traducono bene questi contrasti. Agli abiti pesanti dell’uomo si contrappongono quelli della giovane donna e al colore biancastro della sua carnagione: il candore nel senso proprio del termine. Questa scena, che potrebbe svolgersi all’interno di una discreta stanza, è situata all’esterno, nei pressi di un pozzo. La presenza del muso di un cammello ci fa prendere coscienza che non siamo in un contesto europeo.
Si tratta di Rebecca e di Eliezer il servo che Abramo ha inviato nel paese dei suoi antenati per trovargli una donna degna di diventare sua moglie. Eliezer, che ha viaggiato con dei cammelli, si sta domandando come potrà riconoscere la donna giusta e chiede aiuto al Signore, il quale gli risponde che la prescelta sarà colei che al pozzo gli dirà: “Bevi e fai bere i tuoi cammelli” (Genesi capitolo 24). Così avviene.

Il pittore vuole attualizzare la scena e il pozzo-fontana diventa di stile europeo. I costumi sono quelli del XVIII secolo e la scena si trasforma in quella di genere perdendo la sua dimensione religiosa per diventare un aneddoto quotidiano, senza perdere il suo fascino trascendente.