Arte & Liturgia


 
 
CAMPO DI GRANO IN UN POMERIGGIO D'ESTATE
 
Marc Chagall
 
Le opere di Marc Chagall all’inizio ti fanno sorridere, con quei colori carichi di un’intensa allegria, poi ti fermi e fai due passi indietro per ammirare quella maestria nel catturare la luce e trasformarla in sogni. Le sue opere sono poesie su tela, come questo “Campo di grano in un pomeriggio d’estate”. E’ straordinaria la capacità dell’artista di evocare il “calore” che ha arroventato la nostra estate attraverso l’intensità del giallo, dell’arancio e del rosso che occupano tutta la tela. E quei soli “duplicati” nella forma a raggiera oppure a cerchio, ci trasmettono il persistere e l’intensità di un calore che sul lato sinistro fa maturare il grano e sulla destra convince alla fuga quel solitario omino, che spera di trovare un po’ di sollievo al mare. Un mare “sognato”, desiderato, anticipato dal vedersi già su una barchetta, mentre la realtà è ancora avvolta dal giallo che lo contiene. Ecco davanti a noi la “bolla di calore” che i metereologi ci hanno più volte annunciato a parole. L’artista sceglie il punto di vista dell’infanzia e proietta  le proprie emozioni attraverso l’occhio incantato del bambino. Ogni sua osservazione genera uno stupore che abbiamo dimenticato. L’occhio infantile è selettivo rispetto al meraviglioso e decontestualizza, come avviene in Chagall, un personaggio, un particolare, un animale, ritagliandolo dal “rumore di fondo” del contesto per conferirgli un’evidenza assoluta.  Così fa Chagall con i due soli, con il campo di grano, con la barca, tutti elementi “messi lì” per esprimere il titolo del quadro: “Campo di grano in un pomeriggio d’estate”. L’autore descriveva così l’arte:  “L’arte mi sembra essere soprattutto uno stato d’animo. Lo stile non è importante. Esprimersi lo è. Un quadro deve fiorire come qualcosa di vivo. Deve afferrare qualcosa di inafferrabile: il fascino e il profondo significato di quello che ci sta a cuore. Mia soltanto è la patria della mia anima”.