Arte & Liturgia


 
LA VITA AGRESTE
 
Marc Chagall (1887-1985)
 
Deuteronomio 12:28
Osserva e ascolta tutte queste cose che ti comando, affinché tu sia felice, e i tuoi figli dopo di te, quando avrai fatto ciò che è bene e giusto agli occhi del SIGNORE tuo Dio.
Efesini 6:3
affinché tu sia felice e abbia lunga vita sulla terra.
 
Che cosa è necessario per essere felici? Sono rare le felicità che scaturiscono dal nulla. E’ quello che ci ricorda Chagall in questo inno alla vita agreste, paesana (come dice il titolo): un contadino russo nel suo universo quotidiano, sdentato ma visibilmente felice, offre al suo cavallo foglie e piccoli fiori. Tutt’intorno a loro turbinano, in una gioiosa spirale, scene di una esistenza ordinaria: un’isba rossa dove in trasparenza si scorgono degli uomini che discutono animatamente sotto una lampada; un albero nel giardino; un carretto che avanza traballando; una coppia che balla allegramente. E’ tutto un mondo di gioie semplici e quotidiane che ci viene offerto, nel consueto diluvio di colori tipico di Chagall. “Non sono altro che un uomo di colori” diceva di sé. Sempre attento alla propria felicità  e, come tutti gli artisti, alla propria indipendenza, Chagall dà qui la propria risposta a quella che è la domanda fondamentale: di che cosa abbiamo bisogno per essere felici? La felicità dal nulla, infatti, non esiste. Come tutto ciò che è vivo la felicità ha bisogno di essere nutrita; la nostra felicità immateriale ha bisogno della materia per venire al mondo ed esistere. Con la sua rappresentazione di vita agreste Chagall ci ricorda che non si può ridurre la felicità ad un semplice stato d’animo, ad una decisione: occorre un minimo di ambiente relazionale e materiale. Solo quando i bisogni fondamentali sono garantiti: avere da mangiare e ripararsi, vivere e pensare liberamente, possiamo pretendere di occuparci e di renderci più felici.
 
“Lo sentite!...Se ci sono le Felicità in casa tua!...”
“Ma, disgraziato, se ne è così piena da far saltare porte e finestre!..”
(Maurice Metternick)
 
Per quanto elementari e semplici, questi bisogni fondamentali della felicità non sono meno indispensabili. Rallegriamoci ogni giorno della loro presenza.