Arte & Liturgia


 
L'UOMO SEGNATO
 
Paul Klee

Due occhi profondi come abissi, che ci guardano dalla tela con aria interrogativa e spaesata. Le due linee nere che attraversano del tutto il dipinto segnano il viso, lo "marcano" con una X, come a volerlo cancellare. I colori sono autunnali, sofferti. È  "L'uomo segnato", il primo quadro dipinto da Paul Klee dopo la diagnosi di sclerodermia, il morbo che indurisce la pelle, nel 1935. Un autoritratto dell'uomo di fronte alla malattia, l'avvio di una nuova fase nella vita e nell'arte del grande pittore svizzero. Trasferitosi in Germania, apprezzato e seguito dai suoi studenti, Klee era felice; ma nel 1933 il Partito Nazionalsocialista lo incluse nel novero degli artisti "degenerati". Rimosso dal suo incarico, tornò in Svizzera deluso e amareggiato, depresso, si direbbe oggi. Un anno e mezzo dopo Klee fu colpito da una violenta broncopolmonite, si indebolì, vide cambiare l'aspetto del suo viso. La pelle si fece più tesa e rigida, la bocca parve assottigliarsi, il naso più affilato. La malattia, pur essendo grave, risparmiò le mani del pittore, consentendogli di continuare a dipingere. Forse questo quadro ci può accompagnare nel nostro itinerario quaresimale, in cui chiediamo al Signore di accompagnarci nel cammino della “trasfigurazione”, nella conversione dall’uomo vecchio alla creatura nuova chiamata a vivere nella libertà del Vangelo, nel passaggio dalla “sclerodermia” del cuore alla misericordia che attingiamo ai piedi della croce di Gesù.