Arte & Liturgia


 
Marc Chagall
 
IL VIAGGIATORE
 
A volte gli eventi più belli della vita ci capitano come splendide sorprese e ci cambiano. A volte li attendi dal profondo con trepidazione, li prepari con cura, ma continuano a sorprenderti e ti cambiano da capo a piedi. Questo è il “compito” della Quaresima: cambiarci dalla testa ai piedi e insegnarci nuovi passi. Binari obbligati su cui deve scivolare il cammino del nostro “ritorno” a Dio. La Quaresima è proprio l’occasione per rientrare in se stessi, per tornare al Vangelo con nuovi passi. Il Padre ci aspetta, ci corre incontro per riabbracciarci, per fare festa.
È tempo di imparare ad avere sguardo da innamorati sul mondo, sulle persone, qualunque cammino abbiano intrapreso. È tempo di avere la stessa speranza di Dio e di aprire e dare spazi a tanti e diversi cammini.
Il quadro di Marc Chagall “Il viaggiatore” ci regala questa suggestione.
Nel suo volo, come proteso verso l’inizio di una nuova esistenza, il “viaggiatore” di Chagall si fa immagine dell’insopprimibile esigenza dell’uomo di rimanere giovane, continuamente rinnovandosi. Un balzo senza peso, oltre i tetti della città, verso nuovi futuri dell’anima, nel più azzurro dei cieli. Il “fanciullino” di Chagall ha indossato qui il suo vestito bianco della festa e il suo coraggio di vivere. Ora lo attende un imprevedibile “altrove”, dove ancora brillano le stelle dell’entusiasmo e della gioia di vivere.
Sono questi i passi, i salti che ci sono chiesti. Dovremmo imitare bambini che nell'imparare a camminare affrontano tranquillamente, senza paura e con tenacia, mille rischi: cadono, si rialzano, cadono ancora, si rialzano di nuovo. E camminano verso la Pasqua.