Arte & Liturgia


 
LA SETE DI DIO
 
Giovanni segantini – Costume grigionese (1887)
 
 
O Dio tu sei il mio Dio all’aurora ti cerco
di te ha sete l’anima mia. (Salmo 62)
 
Dar da bere agli assetati è un’opera di misericordia. L’acqua è vita, accompagna tutta la nostra esistenza e dare da bere a qualcuno è un dovere. Ma Gesù ci svela che noi abbiamo una sete ben più profonda ed importante: la sete di relazione con Dio e con gli altri. Siamo noi i primi assetati, non di acqua o di vino, ma di relazioni, di spiritualità.
Vaghiamo in cerca di pozzi, e non sempre troviamo quelli giusti.
Anche Dio ha sete di noi.
E’ quanto sembra evocare con grande poeticità il quadro intitolato “costume grigionese” del pittore italiano Giovanni Segantini. La sua pittura è sempre stata dedita a celebrare la bellezza della natura, della montagna, lavorando soprattutto sulla luce e sulla figura umana immersa nel paesaggio.
Il titolo di questo quadro si rifà al costume tipico del cantone dei Grigioni. La ragazza beve di gusto alla sergente. Come in  tanti luoghi di montagna l’acqua sgorga anche quando nessuno va a berla; così è Dio con noi. Lui è sempre pronto ad offrici la sua amicizia, ma sta a noi accostarci e bere. I tre tubi da cui sgorga l’acqua, visibili nel quadro, ci ricordano le tre relazioni che dissetano la nostra esistenza: quella con Dio, con gli altri e con noi stessi. Riassaporiamo queste tre fonti e la nostra vita non sarà mai a secco.