Arte & Liturgia


 
Felix Vallotton (1865-1925)
 
 
Il "PALCO DI TEATRO"
 
 
Una linea obliqua divide nettamente in due la composizione: in basso la grande superficie gialla della balconata del palco.  Sopra, dal nero fitto dell'ombra, emergono due figure: un uomo e una donna.  Di lui si intravede appena la parte superiore del volto, inquadrata dai capelli scuri e lo sguardo che lancia alla donna al suo fianco. 
Lei indossa un cappello, decorato di rosa e con una larga tesa nera che le lascia il viso in ombra e sembra osservare qualcosa più in basso.  Nient'altro, nessun gesto esplicito, nessun contatto tra i due; eppure si avverte immediatamente il disagio di un'atmosfera pesante e opprimente.  Forse la chiave di questa sensazione sta tutta nel rilievo che assume la mano contratta della donna, coperta da un guanto di un bianco abbagliante e  sottolineata dall'ombra sulla parete liscia della balconata. 
Due grandi superfici di colori netti e stridenti, giallo e nero, due volti appena schizzati, due sguardi che non si incrociano e un pugno serrato: bastano questi elementi a Felix Vallotton, per suggerire la tensione e l'inquietudine che regna nella coppia.  Il palco di teatro non è che lo sfondo, i protagonisti sono loro, "Le monsieur et la dame", come del resto indica il sottotitolo, con cui il dipinto è noto. 
Sui due personaggi silenziosi aleggia un'ombra, come se qualcosa di grave fosse appena successo o stesse per succedere.  Ma cosa? Un litigio, la scoperta di un adulterio o la manifestazione del sordo rancore di tutti i giorni... Non lo sappiamo, vediamo solo che nella tela i due sono come prigionieri in quello che è stato definito" una sorta di acquario di velluto".  Vallotton non racconta e non spiega, si limita ad alludere, a lasciare intuire, senza mostrare nulla: la tensione si nasconde nei dettagli, nella contrapposizione dei colori o nella linea tagliente che spezza la scena. 
Il fascino della sua pittura è tutto nel non detto, nel percorso che ci obbliga a fare e in quello che ci costringe a scoprire nelle sue tele e dentro di noi.