Liturgia


 
 
 
MANI APERTE
 
Mani aperte per cogliere
il raggio di sole nella polvere.
Nulla resta dentro il palmo
se non la gioia dell’istante
che deborda dal cuore.
Sorridere all’angelo che passa
con un fruscio di ali,
e la spalla e il braccio che si alzano.
Il bambino non trattiene nulla
e con nulla si arricchisce.
La sua vita si costruisce su queste basi
di vento e di acqua che scorre,
di uccelli che volano.
Mani aperte per ricevere
ancora un po’ dell’oro del tempo.
Sotto il peso della polvere
le palme sono consunte
e gli anni formano rughe.
La gioia è un frammento che richiama la memoria;
pezzetti sparsi che disegnano qualcosa
dove il dolore si perde.
La vita si affloscia come nubi nel vento
e sotto l’ala dell’angelo
il cielo si apre e l’accoglie.