Arte & Liturgia


 
 
LA CONTENTEZZA DI VIVERE
 
Raoul Dufy (1877-1953)

 

La temperatura è già d'autunno inoltrato, e non resta che trovare un po' di consolazione nel ricordare i colori dell'allegria estiva pubblicando un quadro di Raoul Dufy, il “Mare a Sainte-Adresse”.  Il sole al tramonto, in un cielo che trascolora dall'azzurro all'arancio, lascia sull'acqua del mare la sua scia rossa  e si offre, quasi fosse un primo attore, all'ammirazione di un gruppo di eleganti signori che passeggiano sulla Promenade. All'orizzonte, una barca e un battello che lancia nell'aria il suo pennacchio di fumo. Colori accesi,  personaggi che diventano sintetiche silhouettes, un blu vivo che invade tutto: la sensazione di vitalità e di allegria che predomina nella tela è tipica della pittura di Raoul Dufy. La "bella vita" di chi non ha preoccupazioni, ma anche quella di chi si sa godere ogni pur piccolo momento di felicità. Questo artista che ha fatto della gioia di dipingere la sua ragione di vita è stato inserito dai critici nella categoria dei pittori "troppo leggeri per essere grandi", come se soltanto chi soffre e si macera fosse capace di fare arte. Invece, la leggerezza può essere una virtù, se pensiamo che Dufy è stato capace di percorrere tutta la sua esistenza con una levità straordinaria anche quando, negli ultimi anni, è stato fiaccato da una malattia invalidante. Senza essere mai banale, Dufy è uno di quegli artisti che possono essere, allo stesso tempo, semplici e complessi e che sanno dissimulare, dietro una cortina luminosa di colori, tutto lo sforzo e la fatica del vivere Un'immagine, dunque, dove il piacere degli occhi diventa anche  quello dell'intelligenza e del cuore.