Arte & Liturgia


 
 
 
INCONTRARSI
 
L’installazione è dell’ucraino Alexandr Milov e ha per titolo amore”. Queste le parole che la commentano: “Ritrae due figure umane, realizzate con una gabbia di metallo. Si danno le spalle, ognuna chiusa in se stessa. Immagine straziante dell’incomunicabilità, delle tante incomprensioni che abitano le nostre giornate, nostro malgrado. Attraverso la grata di ciascuna delle due figure umane adulte, però si vede nitidamente un bambino, I due bambini, attraverso l’inferriata, tendono le mani l’uno verso l’altro, per cercarsi, toccarsi, ritrovarsi. La cosa più emozionante avviene al calar del sole. Quando arriva la notte, i bambini interiori si illuminano. Allora si vedono solo loro. Il desiderio di incontro prende il sopravvento su ogni resistenza e il miracolo dell’amore torna a compiersi sotto i tuoi occhi.
E’ urgente oggi imparare nuovamente a pensare, a dire, a custodire l’amore: ne va della nostra felicità, del senso della nostra vita, delle nostre giornate, delle nostre relazioni, del vivere civile. Amare è gesto d’artisti. Acutissimo l’invito del nostro Papa ad essere portatori di un “pensiero incompleto”, un pensiero che non si chiude, che non alza muri, un pensiero che pone sfide al dialogo, curioso, aperto, creativo.  Ognuno di noi è mistero a se stesso e per l’altro. Ognuno di noi assomiglia a un iceberg, quella montagna di ghiaccio la cui parte più grande rimane sommersa, invisibile, nascosta. È all’amore che si svela, perché l’amore è il ponte che permette di incontrarsi.
 
Vuoi sapere chi tu sei per me.
E allora ecco: tu sei colei che mi impedisce di bastarmi.
Tu mi hai dato la cosa più preziosa di tutte: la mancanza!
(Christian Bobin)