Arte & Liturgia


 
PERSONE SEDUTE?
 
Vincent Van Gogh
 
Tornano i giorni di questo tempo d’Avvento in cui l’invito principale è quello di non essere delle persone SEDUTE. Il grosso pericolo di tutti i cristiani e non, è quello di essere persone stanche, impigrite, anestetizzate. Lo stesso inizio di un nuovo anno liturgico può essere vissuto come una monotona serie di cose, di riti, di celebrazioni che dobbiamo fare ma che non hanno più fascino. Ci illudiamo che le cose che contano sono quelle che si vedono, che si fanno e non ci va più di perdere tempo con la preghiera, o a cose considerate ormai da bambini. E’ il ritratto di una fede stanca; mi dichiaro credente ma il mio rapporto con Dio è inesistente. Come sono: seduto o in cammino? Ma attenzione, questo non significa essere frenetici, riempire la nostra agenda di impegni. La strada sta nel ritrovare  la bellezza delle azioni e delle responsabilità quotidiane, mettendoci nuovo entusiasmo e creatività. Molto dipende da come ci poniamo verso le relazioni e gli impegni: posso considerare tutto come una routine o come occasioni sempre nuove per dare il meglio di me, per aggiungere un tocco di fantasia per guardare le cose e le persone da un altro punto di vista.
L’invito è a guardare la sedia dipinta da Vincent Van Gogh, in un momento particolarmente positivo della sua esistenza. I colori sono caldi, la sedia di un giallo vivo, sembra risplendere nella stanza e risalta sullo sfondo del pavimento di cotto. La sedia è viva perché l’artista si sente vivo, sta attraversando un momento bello della sua esistenza e anche una banale sedia può sembrare bella e luminosa. Questo dimostra come la percezione della realtà dipende molto da come mi pongo. La sedia vuota dove vi sono appoggiati soltanto la pipa e il tabacco è un invito ad essere delle persone dall’intelligenza, la fede, lo sguardo, la fantasia sveglie, solo così anche le cose più quotidiane ci sembreranno vive. E lo saremo pure noi.