Dentro il Carisma


 
LA MIA VITA NELLE MANI DI DIO
 
 
 
 
 
Siate dunque completamente indifferenti e rassegnate alla Volontà di Dio, abbandonate nelle sue mani con una perfetta adesione a tutte le disposizioni della sua divina Provvidenza. (Massime di perfezione  cap. X n. 10)
 
Ci sarà certamente capitato di sentir dire questa frase e forse noi stessi l’abbiamo spesso pronunciata:“La mia vita è nelle mani di Dio!”. Parole che potrebbero essere pronunciate con un certo automatismo. Ma questa non è una frase come un'altra: quando è detta con intenzione, esprime la consapevolezza che tutto ciò che è importante nella nostra esistenza, comprese le sorti della vita, non è di “mio” possesso, non è solo frutto del mio operare, delle mie capacità, della mia sapienza, dei miei calcoli e pronostici, ma “viene” da Dio. «La mia vita è nelle mani di Dio!». Ma che cosa sappiamo noi delle mani di Dio? Non appena veniamo al mondo abbiamo bisogno delle mani degli altri. Mani che ci accolgono, mani che ci curano, che ci sorreggono, che ci guidano, che ci offrono protezione. Senza queste mani non avremmo potuto vivere. Poi cresciamo e la nostra vita passa gradualmente dalle mani degli altri alle nostre mani. Impariamo finalmente ad usare le nostre mani! Impariamo l’autonomia. Pian piano le mani degli altri non ci sembrano più così centrali, così necessarie. Da soli ce la possiamo fare. Nei momenti in cui ci sentiamo forti, e ci sembra che non ci manchi nulla, siamo cullati dal pensiero inconfessato che in fondo la nostra vita sia saldamente nelle nostre mani. Il presente è nostro e lo sarà anche il futuro. Padre Médaille ci ricorda che sovente facciamo l’esperienza del limite: ci accorgiamo improvvisamente, magari con la perdita di una persona amica, o con il venir meno della salute, che non tutto ci appartiene. Né la nostra vita, né la vita degli altri: con amarezza a volte sperimentiamo che i nostri pugni chiusi non sono riusciti a trattenere quello che avevamo afferrato. E’ la vita stessa ad insegnarci che essa non è solo nelle nostre mani, ma che altre mani, nascoste alla vista degli occhi, si stanno prendendo cura di noi. È in queste circostanze che scopriamo che Dio ci sostiene con la sua “Provvidenza” e che viene incontro alla nostra debolezza. Per questo, con grandi caratteri, Padre Médaille ci esorta a confidare nel Signore. Questo abbandonarsi a “tutte le disposizioni” è una esperienza sofferta, perché si ha la netta sensazione di perdere il controllo della situazione. Non è per niente facile lasciarsi afferrare dalle mani di Dio, perché tendiamo a sfuggirgli in nome della nostra libertà, del nostro desiderio di autonomia, di un nascosto orgoglio. L’invito che ci proviene da questa Massima è una parola semplice e forte e contiene una promessa che appare incredibile: è l’affidarsi continuo al Signore che ci permette di trovare la via giusta da seguire, che ci dona la capacità di considerare i problemi della vita nella loro reale dimensione, liberandoci dall’angoscia tipica dell’uomo moderno che vuole essere artefice assoluto del suo destino. Non vi è nulla di magico in tutto ciò: si tratta di affidarsi all’opera di Qualcuno che agisce nelle piccole e nelle grandi vicende dell’esistenza e che Padre Médaille chiama “Dio vostro Padre”.