Dentro il Carisma...


 
LA VIA MIGLIORE
 
 
 
 
 
 
“Perseverate nel genere di vita che avete scelto, non cambiando niente, a meno che un saggio direttore spirituale non lo ritenga necessario per una maggiore perfezione del vostro comportamento o per correggerne i difetti” (Massime varie, 12)
 
In ogni vocazione il protagonista principale è sempre Dio. E’ Lui che prende l’iniziativa, è Lui che chiama, sia direttamente, sia per mezzo di intermediari. Tenendo sempre presente questo principio elementare, si può comprendere la gratuità di certe discussioni sulla “via migliore”, sulla “vocazione più perfetta”. Padre Médaille ci invita a perseverare “nel genere di vita che avete scelto”, ma ammette due eccezioni, “o per una maggiore perfezione” o per “correggerne i difetti”. E mette in mezzo un “direttore spirituale”, non uno qualunque ma uno “saggio”, uno che ci conosca, e conosca la via di Dio nell’anima delle persone. La vocazione è un itinerario, un percorso in cui ci possono essere stasi o progressi, avanzamenti o stagnazioni. A volte è bene precisare a che punto si è.
Il dato di partenza è che “noi abbiamo scelto” un genere di vita, ma non c’è una via “più perfetta” di un’altra. Non ci sono vocazioni migliori, ma ci sono vie diverse e ogni vocazione è la migliore a patto che sia veramente la nostra, ossia corrisponda alla chiamata, alla volontà di Dio nei nostri riguardi. Oggi non è più possibile accettare il falso dilemma che certi cristiani siano obbligati a tendere alle cose “migliori”, mentre altri possono accontentarsi di quelle “solo” buone. Il dilemma non ha senso. Ogni cristiano deve tendere alla volontà di Dio seguendo la propria vocazione, convinto che sia la migliore per lui. Le beatitudini sono per tutti, la clausura no. La via dell’amore per Dio e per il prossimo è per tutti, poi ciascuno la declina nel matrimonio, oppure nella scelta della vita consacrata, missionaria, ecc… Ma poi deve “perseverare”, che non significa solo essere stabile nella vocazione scelta, ma progredire nel bene. L’accettazione della vocazione nelle sue esigenze più radicali comporta che la persona sia attenta a non dissiparla. Per questo serve una “guida saggia” con la quale operare un confronto periodico. Dalla Bibbia non risulta che Dio abbia mai annullato una vocazione o dispensato qualcuno dal seguirla per sopravvenuti ostacoli.
Dio sceglie ciò che agli occhi del mondo è piccolo e anche disprezzato, ma a questo nulla aggiunge la sua forza, si aggiunge Lui: “Io sono con te”. Io sono con te per perfezionarti, io sono con te per correggere i difetti, io sono con te per migliorarti, io sono con te perché tu abbia il coraggio di ricominciare, io sono con te perché tu possa perseverare, io sono con te sempre. Io sono con te perché tu possa scegliere sempre la cosa “migliore”.