Dentro il Carisma...


 
C'È UN AMORE CHE CI PRECEDE
 
 
 
 
 
A guardarla da fuori, la Grazia di Dio non è per niente facile da comprendere. La misericordia è una manovra serissima, è roba-da-Dio, è una manovra assai seria e ardita, anche ardimentosa certi giorni, da capottarsi dalle vertigini. Padre Médaille non usa i guanti quando prende la penna e scrive: “Siate profondamente umili, perché quanto fate per voi e per gli altri dipende dalla sola misericordia di Dio” (Massime Istituto, 15).
 
Padre Médaille afferma chiaramente che c’è un Amore che ci precede,  ancora prima che la persona se lo meriti, prima che possiamo vantare di fare qualcosa “per noi e per gli altri”. E per la verità, che cosa possiamo dire di “meritare”? La misericordia è questo sguardo di Dio posato su di noi, che prima di tutto dobbiamo accogliere, ricevere.
Sii profondamente umile, ci raccomanda Padre Médaille, agisci come chi si alza al mattino, apre la finestra e ha il coraggio di dire a se stesso: “Per che cosa mi sono alzato oggi? Cosa posso fare per usare bene della vita che mi è stata assegnata nel tempo?”  E’ l’umiltà di chi vuole essere operoso, di chi vuole fare “qualcosa per sé e per gli altri”, perché pensa che ne valga la pena, perché intorno a sé vede cose belle e buone, perché sulle labbra ha parole belle e buone, in mezzo a persone che non riescono ad apprezzare più niente, che non si piacciono neppure tra loro. La misericordia invece è questo sguardo che ci aiuta ad accogliere la realtà, a conoscerla, con il suo carico di dolore e di gioia e che devi imparare a conoscere per quella che è. La misericordia di Dio, il suo amore, la sua benevolenza, le devi sperimentare. Solo dopo ne potrai parlare. Come fai a dire ad un amico che gli vuoi bene, se non sai che cos’è il bene? Come fai a capire il dolore se lo fuggi o ti rendi indifferente? Come puoi pretendere di fare qualcosa “per te e per gli altri” se non conosci cosa è il Bene per te e per gli altri? Bisogna essere prima di tutto “umani” se si vuole essere “virtuosi”. Per questo abbiamo bisogno della misericordia di Dio, che ci fa sentire  utile il nostro tempo, che alla fine della giornata ci rende convinti che non l’abbiamo buttata via, che abbiamo fatto qualcosa di  buono, che abbiamo costruito la bellezza, nello stile di persone “profondamente umili”, perché consapevoli che per fare questo la misericordia di Dio “e la sua condiscendenza” ci sono “indispensabili”. L’uomo moderno dice che Dio è inutile, al massimo si ammette l’esistenza di qualcosa” (neanche di Qualcuno). L’uomo moderno si accontenta di cose, Padre Médaille invece ci vuole contenti e non è la stessa cosa. Conoscere la verità delle cose, conoscere il bene, capire che cosa sia il male, ci rende “profondamente umili”, e nello stesso tempo ci dà la misura di cosa significhi vivere il proprio tempo, usarlo bene, e alla fine della giornata sapere che non è stata buttata via, ma adoperata per fare qualcosa “per voi e per gli altri” che sia degno di ciò che è profondamente umano e di Dio che con “la sua sola misericordia” lo ha reso possibile.