Arte & Liturgia


 
L'ARCA DI NOÈ
 
 
L’immagine ci aiuta ad entrare nel mistero della salvezza “nascosto nei secoli” ma ora rivelatosi pienamente in Cristo. L’Arca di Noè è una raffigurazione che ci aiuta ad andare al di là del velo perché tutti sanno che l’arca significa l’umanità preservata dal disastro del male.
Tanti Padri della Chiesa hanno visto nell’arca una serie di presenze spirituali molto forti. Alcuni vi hanno visto l’immagine della Madre di Dio, esattamente come gli artisti volevano mostrare: come sull’arca l’umanità si è salvata, Maria è stata preservata dal male. I Padri hanno visto nell’arca il Corpo di Cristo, il suo sepolcro. L’arca ha una porta alla sua destra (cioè alla sinistra di chi guarda). Agostino dice che la porta che l'arca ebbe sul fianco è sicuramente la ferita che la lancia aprì nel fianco del Crocifisso. Allora questa porta dalla quale è uscito Noè salvato dall'acqua ricorda il costato del Corpo di Cristo dal quale è uscita la Chiesa, l’umanità salvata.
Poiché l'arca è la Chiesa, il segno della croce sta in mezzo alla barca, proprio come nella Chiesa da cui noi usciamo generati come Noè dalla sua arca.
Sulla barca ci sono vari animali, ad esempio il lupo e l’agnello – dei quali leggiamo durante l’avvento la profezia di Isaia – poi un asino e un bue, testimoni della nascita di Cristo a Natale; poi ci sono dei gigli, perché Cristo un giorno ha detto qualcosa guardando i gigli del campo… Poi ancora un leone, un’aquila e un bue, che rappresentano gli evangelisti.
Nelle immagini del mosaico ci sono vari richiami ai testi biblici ed alla tradizione della Chiesa. La stessa acqua del diluvio dall’altro lato, diventa l’acqua del Giordano.
Giacomo di Sarug dice che la Madre di Dio è sempre pura, ma la Sposa, la Chiesa di cui lei è immagine, è purificata nelle acque del battesimo, cosicché c’è una forte unità dalla creazione alla nascita della Chiesa che sorge dalle acque del battesimo.