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GIOIA DI IMPARARE INSIEME
 
 
 
 
 
 
Narra un’antica leggenda chassidica che Alessandro Magno prima di dare l’assalto a una città era solito mandare in avanscoperta una sua spia per raccogliere informazioni e suggerirgli la strategia migliore per conquistare il paese. Un giorno arrivarono nei pressi di un villaggio ebraico. La spia osservò attentamente la vita della gente e poi fece ritorno. Con immenso stupore Alessandro si sentì dire: “Mio re, tu non conquisterai mai questo villaggio”. Stupito egli chiese: “Come mai? Hanno armi particolarmente insidiose?”. “No, sono disarmati” rispose la spia. “Allora gli abitanti sono forti e possenti?”. “No, è un villaggio affamato e gli abitanti sono allo stremo delle forze”. “Certamente allora vi saranno trabocchetti, porte segrete, tranelli”. “Assolutamente no” disse la spia “il villaggio è del tutto inerme e pacifico”. “Ma allora per quale motivo io non riuscirò a farlo mio?”. “Mio re” disse la spia “sono passato più volte sotto le mura de villaggio e ho sentito i bambini che come passeri felici cinguettavano la Torah. Un popolo che mette così tanta cura e passione nell’istruzione dei bambini non sarà mai conquistato, perché la cultura e la memoria vinceranno sempre sulle armi”.
Alessandro dopo una breve riflessione insignì la spia di una onorificenza, ordinò alle sue truppe di passare oltre il villaggio senza assalirlo, e se ne andò lasciando in pace il piccolo paese di ebrei, le sue scuole e i suoi bambini felici come passeri di cinguettare la cultura.
Non sappiamo se la storia chassidica sia vera, oppure se Alessandro abbia semplicemente rasato al suolo il villaggio.
Ciò che ci preme raccogliere da questo racconto è che la scuola resta l’ambito in cui l’istruzione e la socializzazione camminano insieme, e forse resta il baluardo più fragile ma più tenace  contro la barbarie di ieri e di oggi. Si va a scuola per imparare insieme ad altri bambini o ragazzi. Contro l’egoismo, contro il senso del possesso e del consumo estremizzati, la scuola propone un messaggio rivoluzionario: una nozione, una conoscenza acquisita sono realmente “mie” solo se riesco a condividerle; ho veramente imparato qualcosa solo se l’ha imparato anche l’ultimo dei miei compagni. La scuola  è veramente una palestra di senso civico e di cittadinanza, dove tutto è “mio” perché è di tutti. Auguriamo a tutti coloro che si preparano a ritornare sui banchi di scuola, di poter vivere in un ambiente dove si trasmette la gioia di apprendere e la gioia di condividere, terreno dove crescono e maturano la convivenza e la corresponsabilità.
I generali hanno in mano i mezzi per distruggere il presente: la scuola ha in mano il futuro per vincere anche i nuovi volti dell’antichissima barbarie.
Buon anno scolastico a tutti.