Dentro la notizia...


 
UN UOMO TRA CIELO E TERRA
 
 
 
 
 
 
E’ stato un uomo di confine muovendosi sulla linea sottile che separa la Terra dal Cielo. Lo ha fatto da vivo. Lo fa, in qualche modo, ancora oggi. Chi lo strattona di qua e chi lo spinge di là, tanto da vivo quanto da morto. Perché c’è chi lo vorrebbe tutto impregnato solo di terra e chi invece trasparente come il cielo. Gli uni – che ne colgono le qualità umane – e gli altri – che evidenziano solo quelle “celesti” – finirebbero col neutralizzare la forza provocatrice di Padre Médaille.
Lui non ci sta: tanto di Terra, quanto di Cielo, perché lui è un uomo di confine che ha amato quella sottile linea che separa Terra e Cielo. L’ha ammirata da vicino, l’ha patita, l’ha accolta, ne ha fatto la propria casa. Vi è stato trascinato da una forza interiore che ha superato le sue volontà e alla quale lui è rimasto aggrappato, per quell’umanità meravigliosa e grave che lo ha tenuto franco a Terra. E lì è rimasto cavalcioni a contemplare il Cielo con un desiderio struggente e ad amare la Terra in pura perdita di sé. E ha imparato che quel segno non è affatto un muro di separazione ma un diaframma sottile per il quale, quaggiù si continua a godere dei doni di lassù. Ma ogni confine è tribolato, anche quello tra Terra e Cielo, mistero di vita e di morte, di fine e di inizio. Lo stare tra Terra e Cielo ha fatto di lui un uomo pasquale, uno che permane costantemente dentro un movimento di perdita di sé e rinascita alla vita, di sconfitta e vittoria. Stando sul confine pasquale ha  provocato il Suo Signore a mostrare il “senza fine” del Suo Bene, senza porre limiti alla Provvidenza e, insieme, senza restringere in alcun modo le possibilità di riscatto di ogni uomo. Così, volente o nolente, Padre Médaille si è trovato in tutte le situazioni-limite in cui l’uomo, prima o dopo, finisce relegato, dalle proprie scelte, da quelle altrui, dal non senso. Senza arroganze, senza pretese di soluzioni, senza pregiudizi, senza diffidenze con quella Terra di cui è fatto e col poco di Cielo che tiene in sé, Padre Médaille è vissuto in quei luoghi ultimi per portare un po’ di amore pasquale.
Lì dove la fede e l’incredulità si toccano, dove il dubbio e la certezza si confondono, dove l’ortodossia sconfina nell’eterodossia, dove comunione e lontananza si studiano, lì egli è rimasto per annunciare che lì, proprio lì, proprio su quei confini così contraddittori, avviene il Mistero della Pasqua. Se c’è un luogo in cui l’amore di Dio entra nella storia come mistero di eterna rinascita è proprio lo spazio delle contraddizioni. Alcuni Santi questi confini li abitano, altri li muovono, altri li custodiscono, tutti li amano.
Ciascuno il suo, ma tutti al confine. Scomodo ogni Santo sta, come a cavalcioni,  per scomodare anzitutto chi, a cavalcioni delle contraddizioni, non ama starci e, rancoroso e livido, passa tutta la vita da credente a dire: “Ma quello lì cosa ci fa lassù a cavalcioni? Che venga giù! E’ pericoloso e poi… che scandalo”.
Già, che scandalo. Pensa te.