Dentro il Carisma...


 
SULLE TRACCE DI PADRE MÉDAILLE
 
 
 
 
 
 
E' rimasto per tutta la vita un umile discepolo di Gesù, anche quando i suoi ammiratori, numerosi dopo la pubblicazione delle sue “Massime di Perfezione”, gli hanno accreditato il titolo di “apostolo e santo”, facendoci capire che, da piccolo ch'era, Padre Médaille si era fatto gigantesco. Pagherebbero chissà cosa i suoi affezionatissimi lettori per sapere se a distanza di così tanti anni, egli arrossisca per questo complimento. Quando si arrossisce, significa sì, vero? Il rossore è una evanescenza sulle gote, un fievole battito di cuore, una vaporosità che vale una conferma. E' tipico di coloro che - talvolta arrossendo senza rispondere quando le domande li imbarazzano - sono capaci di inscrivere nella storia un sogno capace di parlare all'umano di ogni tempo. Padre Médaille(1610-1669) illuminò la società del suo tempo con la luce delle sue Massime proprio come Antoine de Saint-Exupéry scrittore-aviatore di Francia, in piena tenebra novecentesca, la rischiarò con il suo Piccolo Principe dai capelli color del grano. Jean-Pierre Médaille fu un sognatore, simile a coloro che col mento nella mano, guardano fuori dalla finestra verso i ciliegi, ma con i piedi ben piantati a terra. Nato col nascere del XVII secolo, con la sua vita tradotta in carità ha rappresentato l'altra faccia del secolo d’oro: se da una parte l'idea di potenza coinvolgeva le masse fino a condurle nell'abisso della barbarie umana, egli spese tutte le sue forze per dare voce all'interiorità, a quelle linee di forza che tengono in vita la storia degli uomini. Il futuro per lui non poteva che essere un ritorno al Vangelo per poi, ogni volta, ripartire perché il tempo appartiene a Dio. Ha abitato i medesimi anni di Vincenzo de’ Paoli e di tutta quella generazione di transalpini che hanno tentato di abbozzare una sorta di nuovo umanesimo. All'assurdo replicò con l'ideale, al pessimismo rispose con l'ottimismo, all'oltraggio di Dio reclamò l'urgenza di Cristo, perché tutto è così difficile quando si perde il gusto di Dio.  Quello di Padre Médaille era uno sguardo che bloccava al volo qualsiasi banalità perché l'eredità alla quale era stato educato era la dignità dell'uomo, la nostalgia dell'assoluto, l'avversione per arrendevolezza, perché lo Spirito, se soffia sull'argilla, può ricreare l'uomo. Le sue Massime, la sua Lettera Eucaristica profumano pesantemente di Cielo: non teme di proporre l'eroismo, fin quasi a carezzare la mistica. Il suo messaggio è una riscoperta del lato spirituale del vivere, e fino al suo ultimo giorno rimase così: chino sul quotidiano, alla ricerca del fondamentale. Le sue Massime, pubblicate nel 1672, a detta del suo editore, profumano di dolce profezia: “Esse vi riempiranno di Gesù Cristo, spogliandovi di voi stessi per rivestirvi di Lui e vi stabiliranno nel possesso di una perfetta pace”. Morì il 30 dicembre 1669: per chi lo ama, la sua morte rimane un'offerta: un offrirsi, perché il desiderio di ricongiungersi con Lui era divenuto lancinante, insopprimibile. Per noi, Padre Médaille non scompare mai: nascosto nelle sue pagine continua ad essere presente per guidare noi, suoi lettori, alla ricerca del Mistero.