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UN NUOVO ANNO NEL NOME DELLA MADRE
 
 
 
 
 
 
Ogni preghiera cristiana, inizia nel nome del Padre; l’anno nuovo, invece, nel nome della Madre. Del resto, in tante lingue (come ad esempio il  francese) l'anno è grammaticalmente di genere femminile, quasi a sottolineare la fertilità intrinseca del nuovo che inizia, carico di attese e aspettative. Perché, nonostante a fine anno il bilancio non sia mai computo esclusivo di cose belle, è inevitabile pensare che l’anno nuovo possa portare con sé possibilità “tutte nuove”, ancora da sperimentare. Magari, all’insegna dell’arte dell’arrangiarsi e dell’operosità creativa, pur sempre, però, con la prospettiva di non arrendersi di fronte alle avversità. Il primo giorno dell’anno, anche se spesso ce lo dimentichiamo (attribuendogli, unicamente, la funzione “laica” di dare principio ad un nuovo periodo dell’anno civile), è la più antica festa dedicata alla Madonna, come Madre di Dio: in lei, Gesù è concepito come uomo e come Dio, diventa anche madre nostra, riferimento costante della nostra vita e tramite privilegiato per arrivare a Cristo.
Il Dio fatto Uomo ci riporta alla dimensione della fragilità, di chi ha bisogno di aiuto, di cura per sopravvivere, perché da solo non ne sarebbe in grado. Lui, l’Onnipotente, assume una condizione di Vita fragile: forse proprio perché noi possiamo imparare di nuovo a riconoscere la dignità di ogni vita sulla terra, a maggior ragione di quella più indifesa, come quella nascente e morente. Entrambe, infatti, pur distanti (il più delle volte) nel tempo, sono accomunate dalla fiducia nell'aiuto altrui, senza il quale non riescono a concepire il proprio incedere.
"Dio ci benedica tutti", diceva Tiny Tim, nel canto di Natale di Dickens.
Il tempo Natalizio si protrae, non a caso, dandoci modo di sperimentare la quotidianità del Natale, nella ferialità del nostro vivere. Perché, se sappiamo fare spazio a Dio nella nostra vita, assumendo il Suo sguardo, riusciremo a scorgere la luce del Bene che squarcia il velo dell’oscurità. Perché un anno con Dio, non può che esser un anno “da Dio”, al di là di ogni tribolazione ed avversità!
Auguri di un sereno 2018.