Dentro il Carisma...


 
CIÒ CHE APPARE
 
 
 
 
“Vegliate su voi stesse e badate di non lasciarvi ingannare dall’angelo delle tenebre che per illudervi si trasforma in angelo della luce; se la vostra vita interiore è fuori dell’ordinario, credete che questo non è senza percolo e diffidatene sempre”. (Massime di Perfezione XIII,6)
 
Siamo condizionabili? Suggestionabili? Parrebbe di no, eppure…
E’ sufficiente entrare in un negozio di scarpe per rendersi conto di una curiosa verità: molte volte l’oggetto del desiderio, contemplato in vetrina dove ha fatto bella mostra di sé, una volta calzato nel piede e riflesso nel vetro dello specchio, perde buon parte del suo fascino e rivela le sue debolezze: troppo piccole, strette in punta, difficili da lucidare, dal tacco troppo alto. Al contrario, succede sovente che un paio di scarpe “ordinarie”,  tirate fuori dallo scaffale da un esperto calzolaio, si riveli perfettamente conveniente allo scopo.
Il principe di Cenerentola, esperto in qualità di calzature fece la stessa esperienza. Nella versione dei fratelli Grimm, nella speranza di ritrovare la dama sconosciuta, egli fece provare la pantofola d’oro alle sorellastre. Costoro, pur di farci entrare il loro piede,  mutilarono il loro piede chi alla punta, chi al tallone, contorcendolo, stringendolo, comprimendolo, senza ritegno e riserbo. Ma niente da fare: il loro piede non entrava nella calzatura. L’illusione fu di breve durata.
Fu solo allora che la “miserabile Cenerentola vestita di stracci, e che era rimasta nascosta allo sguardo di tutti”, ebbe la chance di provarla, con la rivelazione che conosciamo, il disvelamento della sua identità. Un racconto che possiamo facilmente affiancare alla pagina narrata dalla Scrittura nella quale il profeta Samuele, che si era recato da Jesse per ungere il futuro re di Israele, aveva scartato uno dopo l’altro gli otto possenti figli, prima di trovare il più piccolo, Davide, e di sceglierlo. Dio gli  dirà: “Gli uomini guardano all’apparenza, a ciò che attira lo sguardo: il Signore vede il cuore”.
Ma perché facciamo anche noi la stessa esperienza, lasciandoci condurre da questo fenomeno curioso, che disconosce lo sguardo del cuore? Può essere a motivo della nostra immaginazione, condizionata e costretta, che non osa esprimersi liberamente. In un mondo che è totalmente  cambiato, in cui non c’è più  un “’io” che comanda ad un “tu” che deve obbedire, l’azione fondamentale è quella di decidere. Abbiamo guadagnato in libertà, ma questo implica una maggiore responsabilità. Di fronte al moltiplicarsi della offerte di salvezza, come di un paio di scarpe, l’immaginazione può essere una cattiva consigliera, e oggi più che mai c’è bisogno della verifica, dell’esperienza che metta alla prova le “illusorie verità” che abbagliano, che colpiscono la fantasia, l’emotività, ma che alla lunga si rivelano degli inganni operati dai tanti “angeli delle tenebre”.
Se troveremo la scarpa giusta, fede e gioia di vivere calzeranno perfettamente ai nostri piedi.