Dentro il Carisma...


 
LA VITA DI CRISTO IN ME
 
 
 
 
 
“Il mondo sia per voi crocifisso e voi crocifisse al mondo; svuotatevi interamente dello spirito del mondo e riempitevi di Gesù Cristo e della pienezza del suo divino Spirito” (M. Perfezione, II,5)
 
L’eco di questa massima la troviamo nelle parole di San Paolo ai Galati, (2,11-21) “Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me!”
Sono poche le parole che troviamo nella Bibbia con una tale intensità. Sono poche le parole che troviamo nella nostra vita con una tale radicalità; prova a pronunciare questa parola in prima persona, e ad alta voce: sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! Non posso dirla recitando, fingendo, dissimulando. Non posso dirla pensando a me. Per dire: io sì che sono con Cristo, tu invece non lo sei o lo sei di meno.  Non posso dire questa parola pensando alla mia storia, la posso soltanto balbettare, pensando alla storia di Cristo. Ecco lo scopo di questa Massima: fare sì che non pensiamo più a noi stessi ma a Cristo.  Un percorso che non lascia spazio al recitare, fingere e dissimulare, che non lascia spazio ai  riguardi personali, “allo spirito del mondo”. Tutti i discepoli, che siano donne o uomini, liberi o schiavi, pagani o ebrei, tutti coloro che incontrano Gesù, fanno questa esperienza di emancipazione, di liberazione, di affrancamento da poter dire con franchezza: sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! E così tutti coloro che incontrano e confessano un Cristo vivo, un Cristo che vive.  Decisiva non è più la mia storia – nemmeno la mia storia con Cristo. Decisiva è la storia di Cristo. Con me. E  mai solo con me, ma con noi. E mai solo con noi, ma con il mondo intero. La prima domanda che ci facciamo è: che cosa devo fare perché Cristo viva in me? Paolo, e con lui anche Padre Médaille, ti risponderebbe: nulla. Perché non sei tu a risuscitare Gesù dai morti. La nostra missione apostolica, la nostra posizione nei confronti del mondo è quella di ricordare alle persone quel che già sono, agli occhi di Dio. Per la grazia del battesimo. Cioè che Cristo vive in loro, che Cristo continua a vivere in loro. Evangelizzare non è convincere di fare così o cosà, o costringere a fare come noi. Evangelizzare non è spiare la libertà altrui. All’infuori di Cristo non resta altro che il culto della legge e della persona, cioè stress e solitudine. No, noi dobbiamo semplicemente riscoprire e ricordare quel che già c’è fra noi. Riscoprire con stupore e ricordare con amore che fra noi e Cristo c’è un legame stretto e indissolubile, indipendentemente dalle nostre esperienze e dai nostri sentimenti. Ancora una volta ripetiamoci questa perla di parola: sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! Perché in una persona, in una comunità, in una cristianità che ha la faccia di pronunciare questa parola, Cristo continua a vivere. “Gesù Cristo e la pienezza del suo divino Spirito”.