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UN DIO IN CONSEGNA
Pensieri per il giovedì santo
 
 
 
 
 
 
Era il Figlio di Dio, era il re delle genti, il Signore del cielo e della terra, Colui nel quale tutte le cose erano state create e dal quale tutto aveva preso origine. Di Lui era scritto che sarebbe venuto. Giunse, ed egli venne. “Colui che viene dopo di me è più potente di me… – diceva il Battista – Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile”. Così infatti fanno i re: cavalcano alla testa di un esercito numeroso, sconfiggono i nemici, distruggono gli avversari, non hanno pietà per chi si oppone al loro cammino; e poi impongono la loro legge con le armi, fanno bottino, riscuotono le tasse, giudicano le contese e puniscono i malfattori, si stabiliscono nella loro reggia e si fanno servire nella loro corte. E invece Lui, il Figlio di Dio, il re delle genti vaga senza fissa dimora vivendo di elemosina e di ospitalità altrui; ha per esercito solo dodici uomini piuttosto maldestri e qualche donna di buona volontà; usa le armi della predicazione, della compassione e del perdono; si lascia scacciare dai villaggi o dalle sinagoghe; annuncia la sua legge e lascia che la rifiutino; mangia coi peccatori e perdona i loro peccati; non si pone come giudice sulle questioni degli uomini; sta con tutti, amici e nemici e si consegna alla libertà di chi incontra; anziché essere servito si mette a servire. Eppure era il Figlio di Dio, il re delle genti. L’hanno preso e se lo sono passato come fosse un pacco postale: prima Giuda poi Pietro, poi il Sinedrio, poi Pilato.
«Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: Prendete e mangiate; questo è il mio corpo. Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue.»
Egli era il Figlio di Dio, il Re delle genti, infatti non ne hanno fatto ciò che hanno voluto. E’ vero, invece, che Lui ha fatto ciò che ha voluto. Là dove appare consegnato, Gesù si consegna; là dove appare immobilizzato su una croce compie l’opera più grande, là dove sembra sconfitto dal sepolcro della morte trionferà la vita. Questa è la sovranità di Gesù, il Figlio di Dio, il Re delle genti. In effetti tutta la sua vita è stata un’unica lunga, paziente, fedele e coerente consegna di sé nell’amore per ogni uomo. Fino alla fine.
Se sei a mani vuote esulta: questa è la tua sera.
Se sei un traditore rallegrati: questa è la tua tavola.
Se sei solo consolati: qui troverai fratelli.
Se sei peccatore gioisci: questo Pane è per te.
Se sei afflitto, coraggio: questo Vino ti solleverà.
Per te che hai fame e sete, per te che attendi una salvezza.
Questo è il giovedì santo, questa è l’Eucaristia: un Dio in consegna.