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COS'È UN RITO?
 
 
 
 
 
 
«In quel momento apparve la volpe». Di tutte le presenze incrociate nel suo viaggio sulla terra, solo la volpe riuscì a colorare le giornate del Piccolo Principe, quello partorito dalla penna di Antoine de Saint-Exupéry. Nelle sue pagine popolate di fontane, fate e giardini abita l'uomo con tutta la sua epica. Il suo sogno, che è poi la sua ansia profetica, è quello di fare in modo che l'uomo divenga padrone della sua storia Per farlo, gli servono dei riti: «Che cos'è un rito?» disse il Principe alla volpe. «È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni – gli spiega la sua compagna - un'ora, diversa dalle altre ore». Attraverso la ripetizione di gesti concreti, come i riti, all'uomo si dischiude l'intimità della sua storia.
La Settimana Santa è un album fotografico di riti: i "Riti della Settimana Santa", per l'appunto. Sette giorni popolati di cerimonie e ritualità: il fruscio delle palme, l'olio e l'acqua del giovedì, il bacio della Croce in giorno di venerdì, l'adorazione, la visita al sepolcro del sabato, l'attesa della notte di Pasqua. Gesti: di processione, adorazione e celebrazione. Significati: l'accoglienza, il tradimento, la sofferenza, la gioia. Gesti e significati che al popolo cristiano servono per sentire d'essere parte di una storia, quella di Cristo, ancora oggi capace di parlare al suo cuore. È attraverso questi riti – che ai più possono sembrare superstizione, una quasi archeologia – che il cristiano fiuta quel nodo divino che tiene legate le sue giornate, porge un significato alle sue scelte, gli permette d'accendere il fervore del suo cuore. La felicità cristiana si realizza attraverso la celebrazione di riti e cerimonie. E' il mistero stesso che si accende in prossimità della Pasqua cristiana: la vera felicità è appartenere a qualcuno, è sentirsi cittadini di un'isola della quale si conoscono profumi, tradizioni, memorie e usanze. I riti, dunque, servono agli uomini per tramandarsi la vita. La liturgia, che è l'esatto contrario delle gesta compiute con abitudine, è la somma dei riti.
Il cristianesimo, sovente, lo si apprezza per il suo lato estetico: le chiese, i testi, le belle liturgie. La poetica, la suggestione, l'arte. Il cristiano, però, sa bene che tutto questo è testimonianza di una rivelazione, di una annunciazione: "Dio ti cerca, lasciati trovare. Non te lo perdere, altrimenti rischi di perderti!" Abita qui il mistero di un pugno di giornate alle quali la cristianità ha tributato l'appellativo onorifico di "sante". Una scelta pagata con rate quotidiane di sangue, a tappe di martirio. Vivere appieno questa settimana, celebrando i suoi riti e rivivendo le sue liturgie, è sentire di appartenere a Qualcuno, di essere parte di un popolo che l'effimero non sazia, in cammino verso l'Eterno. Sono riti che si celebrano in chiesa, tra le vie di città, dentro le case: nel mentre la storia accade. Apparirà ancor più il paradosso della Pasqua, che somiglia tanto ad una eredità ricevuta: perché diventi propria, è necessario che chi la riceve la rimetta in gioco.