Dentro il Carisma...


 
ABBIATE UN CUORE SEMPRE LIBERO
 
 
 
 
 
“Abbiate un cuore sempre libero” (Massima 53)
 
La vita ci chiede continuamente di decidere. E man mano che si va avanti, comprendiamo sempre meglio il senso di quell’assonanza tra la parola decidere e la parola recidere: non si può scegliere senza tagliare. Ci sono scelte quotidiane più banali, ma ci sono anche scelte esigenti, decisioni da prendere per poter costruire qualcosa (Chi di voi, volendo costruire una torre…) o decisioni per lottare contro quello che non ci aiuta a vivere (Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re…).
Facciamo fatica a deciderci nella vita perché ordinariamente non siamo liberi. Ci sono legami che troppo spesso ci legano. Se i legami diventano un imperativo imprescindibile, l’accento si sposta: lègami! E allora i legami non sono più sani. Se le relazioni importanti della nostra vita diventano una limitazione alla nostra libertà, vuol dire che non sono sane. Attenzione: io posso decidere di prendermi cura dell’altro e di mettere la mia vita a servizio suo, ma devo averlo scelto io! Se quel legame lo subisco, allora mi tiene schiavo. Troppo spesso confondiamo le situazioni in cui subiamo la presenza dell’altro con l’onore di esserci presi cura dell’altro.
Facciamo fatica a deciderci poi perché pretendiamo di conoscere già le risposte e non ci lasciamo interrogare onestamente dalla vita. Anche nella vita di fede, il credente smette di essere libero quando pretende di sapere già tutto su Dio. Facciamo le nostre scelte e poi pretendiamo che Dio le abiti: andiamo verso di lui. Gesù invece ci invita a metterci dietro, ci invita a guardare dove mette i suoi piedi e a lasciarci sorprendere. Il discepolo allora è colui che guarda dove Gesù mette i piedi, lo vede camminare, così, nel futuro, in ogni situazione, si chiederà: e Gesù dove metterebbe i piedi in questo caso?
Il discepolo autentico dunque è colui che continuamente si libera per poter decidere. Ignazio di Loyola usava un termine un po’ curioso: per scegliere, dice Ignazio, occorre rendersi indifferenti. Se nel cuore, magari nascosto tra le onde, hai già deciso dove vuoi andare, è inutile fare finta di dover ancora scegliere.
La libertà passa anche attraverso la nostra nudità: possiamo deciderci solo quando ci siamo spogliati. Non può passare inosservato questo legame che Gesù costruisce tra la croce e le decisioni: Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me. Il discepolo che si libera e decide è un uomo che porta la croce. La croce perciò non è la sventura che ci cade addosso e che dobbiamo pazientemente abbracciare. La croce è il criterio delle scelte! La croce è chiaramente la logica del Vangelo.
 
Leggersi dentro
–          Ci sono decisioni importanti da prendere in questo momento della tua vita?
–          Ti senti libero o intrappolato davanti alle tue decisioni?