Lectio del Mese


 
Lectio offerta dalla Equipe di Spiritualità dell'Istituto Suore di San Giuseppe

NON È QUI, È RISORTO
(LC 24,1-8)
 
 
TESTO
 
Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno».  Ed esse si ricordarono delle sue parole.
 
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LECTIO
 
 
 
Tutta la notte reggono. Poi tracollano pure loro, ma mica dormono: si mettono in cammino. Guardale: “Al mattino presto esse si recarono al sepolcro”. Potenza delle donne; camminano scalze con i profumi in mano “portando con sé gli aromi che avevano preparato”(Lc 24,1). E’ un piccolo particolare ma Luca, nato pittore, dai particolari svela i capolavori. Niente pani per il viaggio, niente borsa con i trucchi, nessun tocco ad annunciarne il passaggio. Solo con il profumo in mano, perché la speranza è sempre profumata. Il fiore quando viene reciso non muore: la sua vita trapassa nel profumo che spande intorno a sé. Di sera, prima di appisolarsi le donne di casa preparano lo zainetto del bambino, la tavola per la colazione del mattino: le donne sanno anticipare il tempo. Così nei Vangeli: preparano gli aromi perché sanno che domani sarà festa, anzi la festa delle feste. L’alba è una sveglia, eppure sono loro a svegliare l’alba e partono, silenziose. Nulla potrà quel masso di traverso: per chi crede si sposteranno i monti e i colli, figurarsi i sassi.
Poi, solo trambusto e bellezza: “Non è qui, è risorto”. Non vedono, ma vedono. Vedranno con le orecchie: “Si ricordarono delle sue parole”. Le  parole dei loro segreti, delle intime confidenze, della Novella buona da gustare. Lui, il primo sguardo da risorto lo concesse alle donne. Era giusto così.
“Salute a voi” (Mt 28,9). Lo disse loro lungo la strada del ritorno, come un buongiorno, come un grazie per i loro occhi segnati dal sonno, come inchino per la loro fede. Quel saluto così aristocratico, che pochi orecchi ebbero l’ardito vanto di udire in vita, stordì i loro timpani e confuse i loro gesti: “Esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono” (Mt 24,9). Certi avvicinamenti li concesse Lui in vita: ai lebbrosi, agli storpi, agli scarti. Alcuni li favorì in prima persona: lo strozzino, l’esattore, la samaritana. Questo però nessuno si azzardò ad immaginarlo: “Gli abbracciarono i piedi”. Squilibrio delle donne e dell’evangelista; lo scrive così bene da metterlo - nero su bianco -sotto gli occhi di tutti noi lettori, che frughiamo negli interstizi del Vangelo. L’ultima Cena è così completata: là nella notte dei patimenti a nessuno dei discepoli maschi venne l’ardire di lavargli i piedi come contraccambio. Stamattina, da Risorto è la prima cosa che le donne fanno. Certe distrazioni le sistemano senza farle pesare.
Fu anche mattino di spavento: “Per lo pavento le guardie tremarono tramortite”. Anche le donne furono invase dal timore, quello di perderlo di nuovo, non rivederlo più. Cercano invano di fermarlo bloccandogli i piedi. Poi, da quell’incontro, nacquero i passi del ritorno, per portare a noi questo lieto rimprovero: “non cercate tra i morti colui che è vivo”. (Luca 24,5)
 
Crocifisso, riapparve due notti dopo, all’alba del terzo giorno nella più fedele delle sue promesse terrestri: “Le cose vecchie sono passate: ecco, ne sono nate di nuove” (2 Corinzi 5,17).
Buona ottava di Pasqua. La gioia del Risorto sia il nostro stile di vita.