Dentro il Carisma...


 
RICONCILIARSI CON I PROPRI LIMITI
 
 
 
 
 
 
“Basate tutta la forza delle vostre decisioni e la speranza del buon esito delle vostre iniziative, sulla conoscenza delle vostre infinite debolezze…” (Massima 9)
 
Ma chi conosce le proprie debolezze, e soprattutto, chi le accetta? Nella famosa favola dei fratelli Grimm, Biancaneve, è scritto: “La nuova Regina, che era una strega, aveva uno specchio magico che interrogava ogni volta che si ammirava nella sua lucida superficie: «Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?». E lo specchio, puntualmente, rispondeva: «Signora, voi siete la più bella di tutte!”.
Come la strega di Biancaneve, tutti noi abbiamo un angolo segreto della nostra casa interiore dove custodiamo uno specchio magico al quale chiediamo ogni giorno di rassicurarci: vorremmo continuare a vivere nell’inganno di essere i più belli del Reame, e confidiamo in uno specchio che ci possa confermare nell’idea che abbiamo di noi stessi. Gli altri, infatti, con i loro limiti e le loro imperfezioni ci infastidiscono, ci irritano. Con i loro giudizi, vengono a turbare l’immagine che tanto faticosamente stiamo costruendo di noi stessi. Improvvisamente ci rendiamo conto che lo specchio, che custodiamo tanto gelosamente in quell’angolo della nostra casa interiore, non è l’unico. Gli altri, spesso senza volerlo, ci fanno continuamente da specchio e passandoci davanti riflettono il nostro volto, mostrandoci quello che non ci piace di noi stessi o quello di cui manchiamo. Gli altri ci danno fastidio o perché vediamo in loro qualcosa che anche noi siamo, ma che non vogliamo ammettere di essere, o perché hanno qualcosa che non abbiamo, ma che noi vorremmo avere. Quando ti senti infastidito, chiediti sempre cosa stai dicendo a te stesso.
 “Ti ringrazio o Dio perché non sono come quel pubblicano”.
Il fariseo usa per esempio la preghiera proprio come lo specchio magico della strega di Biancaneve: usa la preghiera per essere confermato nell’immagine positiva di se stesso.
 Chi è ossessionato dalla propria immagine, metterà al centro della propria preghiera o dei propri pensieri soltanto il proprio io. Padre Médaille ci aiuta a riconciliarci con i nostri limiti, con le nostre imperfezioni invitandoci a riconoscerli. E una volta riconosciuti, possiamo esserne liberati. Prendendone coscienza, baseremo su questi il criterio di ciò che possiamo pretendere da noi, dalle nostre forze e chiedere la collaborazione e l’aiuto degli altri.
Eviteremo la fatica di dover vivere nascondendo ciò che siamo veramente.
Diversamente non troveremo mai nessuno con cui condividere la paura di non essere perfetti.