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C'È UN SACCO DI LUCE
 
 
Lo storico Gaetano Salvemini scriveva così: “Io mi sono fermato, per quanto riguarda il cristianesimo, al venerdì santo. Non sono andato oltre. Ho accettato il grande messaggio umano di Gesù, ma non sono andato oltre. La resurrezione, no. Al sepolcro non sono riuscito ad arrivarci”.  È difficile credere alla resurrezione di Gesù, credere che si possa risorgere, che la morte possa essere sconfitta, che non sia l’ultima parola sulla vita, che un giorno ci rivedremo tutti, che il nostro corpo risorgerà, che il nostro destino non è il nulla, la polvere. Eppure è per questo che siamo cristiani. Nella notte pasquale, nella notte della grande veglia, quando il buio viene sconfitto dalle tante luci e il silenzio è sovrastato dal suono festoso di campane, un brivido ci scuote sempre. Sembra che la chiesa si scoperchi perchè il cielo ci possa abbracciare e noi possiamo abbracciare ogni persona di cui sentiamo l’infinita assenza. La speranza cristiana è più forte del male, più forte della morte. È una speranza che cerca di intravedere in un seme sepolto una spiga o un fiore che stanno per nascere. Fra le pagine del Nuovo Testamento sono narrati i dubbi dei discepoli, la loro lentezza a credere, il loro timore, il loro tremore, le loro lacrime. A poco a poco si fa strada la fede. I primi a credere sono stati due innamorati: Maria Maddalena e Giovanni, e ad un certo punto tutto cambia: passi incerti diventano corse, vite capovolte, paure che si tramutano in audacia, in testimonianza, in dono della vita.  Ingrid, una bambina sveglia e simpatica, ha disegnato la resurrezione. Al centro la roccia con la pietra ribaltata, a fianco, qualche albero, e accanto alla pietra, bellissimo, un angelo vestito di bianco, con un bel paio di occhiali da sole. Incuriosita, l’insegnante le ha chiesto ragione degli occhiali. Sorridendo mi ha risposto che, in verità, non le erano venuti bene gli occhi e aveva tacconato la cosa con gli occhiali da sole. Poi, dopo una pausa di silenzio, fattasi seria, ha aggiunto: “Comunque, va bene così, gli occhiali da sole servono. C’è un sacco di luce”. Riuscirà quest’anno la Pasqua a far primavera anche intorno a noi ?