Arte & Liturgia


 
GESÙ CAMMINA SULLE ACQUE
 
Julius Sergius Von Klever
 
 
E' il finire della notte, i discepoli si trovano soli, a molte miglia da terra e con il vento contrario. L'elemento più affascinante di quest'opera è il contrasto tra la luminosità del sole caldo al centro e della schiuma sotto i passi di Gesù e i colori scuri della tempesta, densi come è denso il dubbio dei discepoli che si trovano sulla barca che intuiamo a sinistra, dalle vele inclinate.  Noi però guardiamo la scena da un punto di vista originale: stiamo camminando sulle acque accanto a Gesù. La sua elegante figura è composta e pacifica, possiamo assistere alla lentezza e alla solennità dei suoi movimenti. Lo sguardo basso e le braccia tese lungo i fianchi.
Il dipinto sembra essere diviso in tre parti: a destra e a sinistra la tempesta, al centro una calma surreale, come nell'occhio di un ciclone. Una luce innaturale colora le onde sotto i piedi di Gesù, la sua testa è incoronata dal disco solare.
Un gabbiano gli vola vicino, nonostante si tratti di un volatile che durante le tempeste si nasconde, per uscire con il bel tempo. Vuole forse preannunciare che il giorno sta arrivando e così la fine della tempesta, perché è Gesù ad arrivare!
Si può pregare davanti a questa immagine, riconoscendo nei colori cupi le nostre tempeste, tutto quello che ci fa sprofondare, che temiamo ci inghiotta e ci faccia sparire miseramente da un momento all'altro. Possiamo ritrovare in quella barca la nostra disperazione e anche noi a volte facciamo di Gesù un fantasma, il ricordo sbiadito di un uomo che è vissuto e ora non c'è più, uno che ormai non può più interagire con la nostra vita, ma solo guardarla da lontano. Noi cristiani siamo invece chiamati a guardare le paure e le debolezze da un punto di vista diverso: quello di Gesù che viene; quello di un incontro reale, uomo a uomo, faccia a faccia, carne a carne; un incontro che salva.
“CORAGGIO, SONO IO….NON ABBIATE PAURA!”