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LE MAMME
 
 
 
 
 
 
 
La si invoca aggrappandosi ad un nome comune, composto da una sillaba e una vocale. La “emme”, sillaba del gusto: “Mmm, che bontà”. La “a”, vocale dello stupore: “Ah, che meraviglia”. Sillaba e vocale sono materiale spoglio, attrezzatura ridotta all'osso, l'elementare della vita, sufficiente nel dare alla luce la parola “mamma”. Tre volte “emme”, un raddoppio di “a”, la meraviglia è servita.
Nessuna madre è solo una donna: è una creatura nata al femminile, poi è diventata madre. Nascere donna è conoscere l'arte della delicatezza, diventare madre è lambire gli spazi misteriosi di Dio: è nel loro grembo che l'Eterno ha deposto la pista d'atterraggio della vita, la custodia di essa fino al suo ritorno. Sboccia qui il segreto della loro arte-del-rammendo: non vanno mai a cercarsi le occasioni. Quando le occasioni vanno a cercare loro, però, le mamme si fanno trovare puntuali: cinture ai fianchi, sandali ai piedi, leste a partire.  Solo chi dà la vita sarà capace di preservarla. Se necessario, di rimetterci mano: chi crea, ricrea. Nei momenti di difficoltà, quando tutti scappano, loro stanno. Sanno starci che è una meraviglia, sembrano nate apposta per quei momenti. Sono nate apposta per quei momenti. Tant'è che “nel nome del Padre” inizia il segno della croce, in nome della madre inizia la vita: «A guardarle fanno spalancare gli occhi e allargare il respiro» (E. De Luca).
E quando sbagliano, è da temerari rinfacciare loro il torto: prima di giudicarle, occorrerebbe indossare le loro scarpe, abitare le loro attese, reggere ritmi e prospettive. Inversamente, ogni parola sospetterebbe di gelosia, d'invidia, d'insopportabile voglia d'emulazione. Senz'affatto riuscirci. Nascere uomini è accendere il fuoco, nascere donne è insegnare che il fuoco scotta. Oggi, come ogni anno, è la loro festa: in colpevole ritardo sulla tabella della loro marcia. Onestà vorrebbe le si festeggiasse il primo-maggio, nella festa del lavoro.
Sono le uniche alle quali il lavoro non manca mai: quando manca se lo inventano.
Non è genialità, è gratuità.
Lavoro-gratis: questo sono le mamme.