Dentro il Carisma...


 
DEVO TUTTO A UN PEZZO DI PANE...
 
 
 
 
 
Si usa dire "è un pezzo di pane" per descrivere chi, in senso figurato, ha un temperamento mite e un'indole buona. Il Maestro, anche in questo fa eccezione: lui non é un pezzo di pane - mite ed umile di cuore - solo in senso figurato; Egli lo é realmente. Un Dio che si fa Uomo, poi si fa anche Pane. Tra il suo dire e il suo fare c'è sempre di mezzo il Pane. Da Melchisedek, re di Salem, passando per i luoghi selvaggi e deserti che costeggiano il Giordano, rimane il tempo di una cena - l'ultima - nel Cenacolo, e poi su, fino al Calvario. Fino ad oggi, che quel sacrificio é Vivente, e noi con Lui, ed attualizzato su tutti gli altari del mondo. Agli apostoli che vogliono mandare via la folla - cinquemila persone - dice: «Voi stessi date loro da mangiare» (cfr. Lc 9, 13). "Date", imperativo, come se per vivere non ci fosse altra scelta che dare. Un'azione che è essenza stessa di Dio: ha tanto amato il mondo da dare il Suo unico Figlio; non c'è amore più grande di questo: dare la propria vita per gli amici. E in mezzo sempre tante obiezioni, le nostre: "Ma abbiamo solo cinque pani e due pesci", "Il giorno sta per finire!" "In questo deserto?". All'economia del possesso, il Maestro contrappone l'economia del dono. Tra la fame e la sazietà, in mezzo, ci sono queste parole: "date da mangiare". Il vero miracolo non é nel Pane, ma nel Pane che si fa dono, nella Parola contenuta in quel Pane, nella gratitudine verso Chi me lo dà. Tutto ciò che viene riconosciuto come dono, e tutto ciò che viene a sua volta donato, ha il potere di far rifiorire il deserto, ha il potere di far crescere erba verde dove prima c'era steppa arida. Un pezzo di pane... che ha il potere di far cominciare un nuovo giorno sul mio che sta per finire: una vita nuova, una nuova mentalità, un cuore nuovo. Pane degli angeli: lievito per il cuore. Lo fa gonfiare così tanto d'Amore che non lo si può contenere per sé e diventa moltiplicazione. Pane che sazia perché fa Comunione, che si spezza per unire. Pane che se lo metti controluce ti svela il senso delle Scritture e ci puoi leggere scritta dentro tutta la vita di un Dio che ama di amore eterno ed infinito, al punto da spezzarsi. E quel farsi spezzare sull'altare, sospeso tra il "Santo" e l'"Agnello di Dio", dà sempre i brividi. Un breve tonfo secco e Lui é lì, completamente nudo, completamente donato, prostrato, immolato, ma meravigliosamente glorioso. "E’ Cristo che si dona, con il suo corpo e il suo sangue...”. Cibo donato per saziare la mia e la tua fame d'amore. Lui si fa Pane e mi trasforma in una piccola mollica, e io divento Pane per altri. Ecco perché pane: perché io lo possa masticare, assimilare, assorbire, nutrirmi. E diventare occhi, mani, piedi, cuore. I suoi. Diventare amore, come Lui è Amore. E nella sua transustanziazione avviene la mia trasformazione, e assieme alla mia, quella delle altre parti del Corpo, quello mistico, la Chiesa: laboratorio del Regno di Dio, sede di collaudo per dare al mondo un volto nuovo, rinnovato. Nella fede possiamo gridarlo: "È vivo! Cristo respira dentro di me, credo che è realmente presente in ogni mio battito". Chi decide di morire per venire a vivere dentro di te? Solo un pezzo di Pane!