Dentro il Carisma...


 
LA VITA INTERIORE
 
 
 
 
 
“Amate la vita interiore” ci dice Padre Médaille.
 
Ma che cos’è la vita interiore?
E’ mettersi all’ascolto di se stessi? L’operazione  sempre più difficile, perché gli impegni quotidiani ci tirano per la giacchetta in modo sempre più assillante.
E’ spazio da dare al silenzio? E dove si trova una zona-silenzio nel turbinio della città, nel vociare confuso che ci assorda?
E’ l’ascolto della Parola di Dio che risuona in noi? Forse…la domenica.
Come esseri umani siamo continuamente immersi nell’impegno di costruire forme di vita, di esistenza e di relazione sempre più articolate, complesse e rassicuranti. Ma al tempo stesso avvertiamo il desiderio del deserto, di silenzio, di ritorno in noi stessi, eppure facciamo di tutto ogni giorno per riempirlo perché ci fa paura.
Come ogni generazione umana, anche noi abitiamo la contraddizione per cui nel nostro cuore affiora, quasi fosse un desiderio di fuga, il bisogno di silenzio, di essenzialità, di ritorno a noi stessi, e al tempo stesso siamo sempre più irretiti. Anzi mai forse come oggi siamo presi nella «rete» delle parole, dei messaggi, dei social network, della comunicazione, un mare di parole che ci soffocano. Abbiamo bisogno di rientrare in noi stessi, nel deserto interiore come un’esperienza esclusiva della coscienza, perché se vogliamo che si apra una via nella vita, se vogliamo vivere con responsabilità, occorre accettare il silenzio, l’essenzialità. E’ solo a queste condizioni che possiamo sentire risuonare dentro la voce che ha la capacità di sospingerci oltre, verso l’incontro autentico con Cristo e non con le nostre idee su di lui.  
La vita interiore come luogo della conversione, del ritorno a noi stessi, che non è fatto per abitarci, per installarci, ma è la condizione per un autentico incontro con Gesù. E l’incontro con Cristo non è solo sentimento o emozione; è ascolto di una Parola che ci conduce ad essere battezzati in Spirito santo, ovvero a vivere altrimenti e non più schiavi della pigrizia che innalza false sicurezze intorno alla coscienza.
A quel punto anche noi potremo scrivere che c’è un “inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio” nella nostra vita, come dice l’incipit del Vangelo di Marco e avremo un cuore e una mente per scorgerne la presenza.
Non per paura, perché è Dio stesso che veglia su di noi, ma in virtù di quell’amore che si fa spazio, abitudine, angolo segreto, nella nostra “vita interiore”.
Un vero salva-vita.