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ESTATE GIOVANE
 
 
 
 
Schiamazzi nella piazzetta, lunghe file colorate sui sentieri di montagna.  Messe sotto il sole o sotto le stelle, cattedrali senza incensi o marmi raffinati e tanta pazienza nel reggere la responsabilità che viene loro affidata. C’è chi d’estate riposa e si sdraia come una lucertola sotto il sole del mare e chi d’estate cerca di dare forma e luce ad un modo diverso d’intendere e di presentare il cristianesimo. E’ l’estate delle parrocchie che si trasferiscono verso i luoghi del campeggio e di formazione.
Molto spesso, a sentire le statistiche informali rubati alle confidenze tra animatori e preti, qualche genitore interpreta questi grest come la versione estiva della scuola: magari non si condivide lo spirito che anima queste esperienze, ma si ha la certezza che sono al sicuro. Di questi tempi è una garanzia meglio che niente. Eppure loro – i tanto bistrattati animatori giovani – al sorgere dell’estate sempre ripartono nella loro sfida educativa: mostrare e testimoniare la bellezza di vivere Cristo oggi nel mondo. Tentano di spiegarlo ai ragazzi, agli adolescenti, a quelli dell’oratorio, dei muretti, a chi frequenta la chiesa e chi della chiesa conosce a menadito solo il sagrato. Ci provano: in fin dei conti il loro operato va sempre solo misurato dalla bontà e dall’intelligenza della semina e mai dal successo del raccolto. Misurassero la bontà e la validità delle loro azioni e dei loro sforzi pastorali dal successo e dall’insuccesso mostrerebbero di non aver capito granché dell’inseguimento evangelico.
Sanno che qualche famiglia li apprezza e sanno che ad alcuni genitori interessa di più il menù della settimana che la proposta formativa. In tempi di confusione culturale non è una difficoltà insormontabile, ma rivela che la vera sfida che anima il popolo è proporre una estate immaginaria, da sballo, oppure cercare di entrare in questa complicazione e fare brillare il meglio che può dare. E’ proprio questa l’anima della parrocchia viaggiante estiva: entrare dentro le anime dei giovani a dare voce al meglio che esse hanno e che dorme.
A settembre poi si riprenderà, al suono della campanella, e forse a qualcuno rimarrà la gioia di avere incontrato, tra un bans, una passeggiata, un lavoro di gruppo, un gioco, un canto, un cartellone, anche il volto di Gesù, e la sorprendente gioia del cristianesimo.