Arte & Liturgia


 
L'ABBRACCIO TRA PIETRO E PAOLO
 
11710-1180, affresco Monastère de Vatopédi, Monte Athos
 
Questo tema iconografico esprima l’unità della Chiesa come la raffigura l’arte bizantina dall’epoca paleocristiana.
Dal punto di vista stilistico questo affresco si accomuna alla pittura propria dell’11° e 12°, epoca degli imperatori bizantini. Il volume dei volti è reso dall’applicazione dei colori più vivi sotto gli occhi, dalle sopracciglia arcuate e dalla capigliatura trattata come un disegno grafico.
I due volti sono molto differenziati e si riconosce agilmente i due apostoli (secondo i tratti caratteristici che sono attribuiti dalla tradizione del secondo secolo). Le guance sono ravvicinate e le due aureole incrociate indicano il reciproco affetto tra i due.
In quei tempi il bacio reciproco tra le persone poteva avere più significati. Accogliere qualcuno con il bacio voleva dire mostrare dell’apprezzamento e anche l’amicizia verso l’ospite; poteva esprimere pace e riconciliazione, ma anche indicare la sottomissione ad un superiore. Allo stesso modo un superiore poteva usare il bacio per esprimere al sottoposto la sua benevolenza e per elevarlo a pari dignità. I primi cristiani avevano l’abitudine di salutarsi con “il bacio santo”, che Tertulliano chiamerà “il bacio della pace” e che la nostra liturgia ha recepito, mettendolo in valore.
Noi ricordiamo con affetto in questo mese i due apostoli Pietro e Paolo, uniti insieme nell’annuncio del Vangelo, bacio di pace per tutti gli uomini e le donne di ogni tempo.